14 febbraio 2017

- Occidentali's Karma: capolavoro solido ma leggero -

Venerdì. Ero a casa. Giorno di riposo, lo chiamo. A volte, dato che amo la lingua italiana, guardo la RAI. L'ho messa. Era in onda la quarta serata di Sanremo. Il mitico festival!! Mi sono detta: 5 minuti e lo tolgo. Ahahahahah. Tutto era a posto, piacevole ma banale finché non è arrivato Francesco Gabbani


Prima ho pensato: bel ritmo. Poi: bel testo. Originale. GENIALE. Finalmente: c'è anche la scimmia! Questo brano ha tutto! D'altronde devo ammettere che Che sia benedetta di Fiorella Mannoia mi ha commossa... Un testo impeccabile. Eleganza in tutti i sensi.

Però la mattina dopo (ancora oggi), quella canzone che fischiettavo, che cantavo, che ballavo, che cercavo, che ascoltavo e riascoltavo irrefrenabilmente era Occidentali's Karma. Più l'ascoltavo, più trovavo qualcosa di poetico, riferimenti arguti, filosofici, antropologici, un minuzioso e spietato ritratto di questa assurda società, una profusione di informazione magistralmente eseguita. Pensavo: è un capolavoro. Ha la solidità del discorso e la leggerezza della forma. Questa miscela esplosiva in equilibrio funziona. Eccome! E l'ascoltavo ancora in un eternamente ora.

Sabato era la serata finale e, ovviamente, non me la sono persa. Allora ero già una grande sostenitrice di Gabbani. Quindi potete immaginare quanto mi abbia reso felice il risultato... Secondo posto per Mannoia, primo per Gabbani. 


"La canzone dell'involuzione" è estata proclamata vincitrice proprio il giorno in cui nacque Darwin... Un'ironia deliziosa. Comunque, complimenti, Gabbani! Lucio Battisti, Franco Battiato, Caparezza... ci sei anche te. Amen



Cercate di rilassarvi in questo stato di euforia. Lo so. È impossibile. Ooooooom.

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